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	<title>Anna Maria Zanetti</title>
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	<description>Giornalista professionista e saggista</description>
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		<title>I trapianti e la donazione degli organi: quale comunicazione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamariazanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 07:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seminario sui Trapianti d’Organi. Nel 1995 ha ideato, promosso e curato il primo seminario nazionale sul tema “I trapianti e la donazione degli organi: quale comunicazione?”...</p>
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<h1 class="pubblicazioni">I TRAPIANTI E LA DONAZIONE DEGLI ORGANI: QUALE COMUNICAZIONE?</h1>
<h3 class="pubblicazioni">1996</h3>
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			<h2>di Anna Maria Zanetti</h2>
<div id="attachment_438" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><img aria-describedby="caption-attachment-438" decoding="async" class="wp-image-438 size-large" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-1024x752.jpg" alt="I trapianti e la donazione degli organi: quale comunicazione?" width="1024" height="752" srcset="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-1024x752.jpg 1024w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-300x220.jpg 300w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-768x564.jpg 768w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-199x146.jpg 199w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-50x37.jpg 50w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo-102x75.jpg 102w, https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/10/cover_trapianti-organo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-438" class="wp-caption-text">I trapianti e la donazione degli organi: quale comunicazione?</p></div>
<p>Nel 1995 ha ideato, promosso e curato il primo seminario nazionale sul tema “I trapianti e la donazione degli organi: quale comunicazione?” che si è tenuto a Padova; e che è stato replicato nel 1999.</p>

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		<title>Una ferma utopia sta per fiorire</title>
		<link>https://www.annamariazanetti.it/una-ferma-utopia-sta-per-fiorire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annamariazanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2022 13:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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			<div class="titolo-pubblicazioni">
<h1 class="pubblicazioni">UNA FERMA UTOPIA<br />
STA PER FIORIRE</h1>
<h3 class="pubblicazioni">Marsilio Editore 1998</h3>
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			<h2>di Anna Maria Zanetti</h2>
<p>Prefazione a cura di: Lietta Tornabuoni</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/cover_una_ferma_utopia.jpg" alt="Una ferma utopia sta per fiorire" /></p>
<p>Il decennio degli anni settanta fu segnato dalle donne che, per la pima volta, incominciarono a parlare al mondo e soprattutto a se stesse: dirsi ciò che volevano e ciò che non volevano più, mettendo in discussione il posto loro assegnato nella famiglia e nella società, impostando una critica profonda alla politica e alle istituzioni, riflettendo in modo completamente nuovo sui ruoli sessuali, sul rapporto uomo-donna, sulla libertà femminile.</p>
<p>Dunque un periodo che conobbe non solo terrorismo e violenza &#8211; come sembrerebbe da alcune rievocazioni &#8211; ma anche la venuta alla storia di un nuovo soggetto politico e sociale. Il libro fondandosi sui documenti, per la maggior parte inediti, raccolti in quegli anni dal Centro di Documentazione della Donna di Padova, racconta le vicende e le idee dei principali gruppi femministi del Veneto.</p>
<p>Gruppi che nel movimento italiano delle donne si distinsero per l’incisività dell’azione e per l’originalità della teoria.Per esempio, furono protagonisti dei primi processi “politici” ed elaborarono un’analisi, per alcuni aspetti ancora insuperata, del lavoro domestico e della sua importanza economica e sociale.A più di vent’anni da quel periodo, turbinoso e appassionato, il libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della memoria storica femminile, una memoria da tramandare alle giovani e ai giovani d’oggi, perchè abbiano consapevolezza della loro eredità culturale.Leggendolo ci si accorgerà che le parole delle ragazze di ieri, filtrate dalle passioni del tempo, spesso rappresentano non il passato ma il presente e, in taluni casi, il futuro.Il presente, per le indicazioni che forniscono al dibattito sulla riforma dello Stato sociale. Il futuro per il messaggio di vera libertà che trasmettono.</p>
<p>Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».</p>
<p>Prefazione Lietta TornabuoniNata a Pisa il 24 marzo 1931 da un\&#8217;antica famiglia aristocratica, figlia di un militare, iniziò la carriera giornalistica nel 1949, a 18 anni, presso il settimanale Noi Donne. Tra il 1954 e il 1957 fu inviata del settimanale della Cgil Il Lavoro diretto da Gianni Toti. Nel 1956 collaborò con Novella ed in seguito con L\&#8217;Espresso, L\&#8217;Europeo, La Stampa e il Corriere della Sera (dal 1975 al 1978). Oltre che cronista e critica cinematografica, pubblicò libri su cinema e televisione. Si legò in particolare a Torino, come inviata del quotidiano torinese La Stampa, il Torino Film Festival e le numerose iniziative del Museo nazionale del Cinema e le principali attività cinematografiche della città. Sorella del pittore Lorenzo Tornabuoni.Morì l\&#8217;11 gennaio 2011, a 79 anni</p>
<p>Cliccando sulle immagini sottostanti è possibile leggere Premessa e Conclusione</p>
<p><a href="http://www.femminismo-ruggente.it" target="_blank" rel="noopener">http://www.femminismo-ruggente.it/</a></p>

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		<title>Le ragazze di ieri</title>
		<link>https://www.annamariazanetti.it/le-ragazze-di-ieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annamariazanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2022 13:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ultimi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi erano le giovani donne che diedero vita al movimento femminista padovano? E come si espresse il rapporto con la città di Padova che vide svolgersi manifestazioni, sit-in e mostre, durante anni importanti che ...</p>
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			<div class="titolo-pubblicazioni">
<h1 class="pubblicazioni">LE RAGAZZE DI IERI</h1>
<h2 class="pubblicazioni">Immagini e testimonianze del movimento femminista nel Veneto degli anni Settanta.</h2>
<h3 class="pubblicazioni">Marsilio Editore 2000</h3>
</div>

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			<h2>a cura diAnna Maria Zanetti<br />
fotografie di Luccia Danesin</h2>
<p>Interventi:- Dedicato a Carla Lonzi di Virginia Baradel.- Nel 1974 quando ho incontrato il femminismo di Lucia Basso.- Quando è cominciato il femminismo per me? di Giuliana Beltrame.- Come testimoniare? di Maria Luisa Biancotto.- Kilroy è stato qui di Flavia Busatta.- Amarcord femminista di Sandra Busatta.- Compagna femminista di Alisa Del Re.- Une jeune fille rangée di Daria Martelli.- Cosa è stato il femminismo per me?- Cosa mi ha dato e cosa continua a darmi? di Maurizia Rossella.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/cover_le-ragazze-di-ieri.jpg" alt="Le ragazze di ieri" /></p>
<p>Chi erano le giovani donne che diedero vita al movimento femminista padovano?E come si espresse il rapporto con la città di Padova che vide svolgersi manifestazioni, sit-in e mostre, durante anni importanti che determinarono una nuova consapevolezza femminile e cambiarono la faccia della società?Due anni dopo Una ferma utopia sta per fiorire (Marsilio Editori) che delineava la biografia del femminismo veneto, Anna Maria Zanetti continua con questo volume la sua opera di recupero della recente memoria storica femminile.</p>
<p>Ne risulta un libro Le ragazze di ieri (Marsilio Editori) che integra e rafforza il precedente basandosi sulle preziose fotografie di cronaca di Luccia Danesin e avvalendosi delle testimonianze, vivaci e attualissime, di scrittrici, insegnanti, giornaliste, poete che esprimono cosa significò far parte del movimento femminista.</p>
<p>Le immagini sono essenziali, dirette, capaci di cogliere e di far rivivere gcsti, emozioni, fatti che sono stati parte integrante di una generazione di donne. E la prima volta che in Italia si pubblica un libro con un numero così rilevante di fotografie sul movimento. Gli interventi, con toni diversi, con luci e ombre, hanno come elemento comune la tranquilla fierezza di aver partecipato a una stagione unica dal punto di vista politico, culturale e umano.</p>
<p>Documenti d’archivio: una nota di Luccia DanesinFacevo parte del Centro di Documentazione della Donna di Padova. Avevo una Nikon F (macchina fotografica mitica, per quei tempi). Nelle manifestazioni femministe mi muovevo, con nonchalance, cercando di non dare troppo nell’occhio perché a Padova, in quegli anni e per quegli avvenimenti, sia le donne che manifestavano sia le forze dell’ordine non “gradivano” molto essere riprese.Perciò, tra uno scatto e l’altro, tenevo la mia pesante Nikon nascosta dentro la borsa a tracolla. Le immagini raccolte in questo libro sono quasi tutte quelle foto. Io preferisco chiamarle “documenti d’archivio” perché, a guardarle ora, dopo che hanno subito, a causa di traslochi, polvere e umidità, le trovo provate dal tempo, dai 25 anni e più che sono trascorsi; ma, nonostante molte imperfezioni e qualche sgranatura, penso che possano dare una prima testimonianza di quei momenti. E forse, guardandole, a qualcuna (di noi) che ha vissuto quegli avvenimenti farà sentire un pizzicore dentro…Ora, al posto della vecchia Nikon F, che non ho mai sostituito e con cui faccio le mie foto più creative, tengo sempre nella borsa una macchina fotografica più piccola, leggera e compatta, una veloce “autofocus” con la quale scatto altri, nuovi “documenti fotografici” agli incontri e ai dibattiti dove ritrovo molte di quelle “ragazze di ieri”, ancora impegnate, ancora determinate e che vedo ancora più belle di allora.Il femminismo continua a “donarci”.</p>
<p>Introduzione agli interventi<br />
Note biografiche<br />
Storie di vita raccontate con linguaggi diversi ma provviste dello stesso denominatore comune: l’incontro con il femminismo, una “corrente impetuosa” che ha trasformato irreversibilmente l’esistenza delle donne che si raccontano negli interventi che seguono.</p>
<p>Dalla loro lettura risulta un ritratto vivido della generazione femminile degli anni settanta, di com’era ma anche di com’è oggi. Infatti è chiaro in tutti i racconti, pur nella differenza degli accenti e delle esperienze, che quell’incontro ha agito positivamente in tutte. Il guadagno ottenuto con quell’esperienza è ancora ben riconoscibile nell’impronta di autonomia e di libertà di pensiero che ha la loro vita e in una consapevolezza di sé che non trova riscontro nelle generazioni precedenti.</p>
<p>Ognuna parla di sé a suo modo.</p>
<p>Virginia Baradel ripercorre un episodio particolare, un viaggio a Roma che diventa iniziazione esistenziale e politica, scoperta di un legame tra arte e femminismo che rimarrà poi cifra costante (“far convivere Donatello e Germaine Greer”). Flavia Busatta rievoca una manifestazione del femminismo padovano della quale vengono riproposte, con un linguaggio colorito e avvincente, azioni, tensioni, pensieri e situazioni sia “prima” che “durante” l’avvenimento. Lucia Basso, Giuliana Beltrame, Alisa Del Re raccontano i loro percorsi ventennali di impegno personale e politico, che hanno preso corpo con il femminismo e sono proseguiti costantemente dentro la cultura e la politica delle donne. Sandra Busatta tratteggia con amore le figure, originali ed intense, dei genitori colti in alcuni momenti del rapporto combattuto e dialettico con le figlie. Daria Martelli narra, con uno stile raffinato, la sua difficile scelta di “jeune fille rangée”, al bivio tra femminismo intellettuale e impegno concreto nella politica del movimento delle donne. Maurizia Rossella ambienta la sua presa di coscienza femminista nel profondo centro del Veneto, a Schio, dove descrive ragazze “serissime e convinte di ciò che stavamo facendo, sempre sulla difensiva e pronte a rintuzzare” e Maria Luisa Biancotto elenca i temi, gli appuntamenti, i programmi di cui si discuteva all’interno del suo collettivo dal 1974 al 1976 per ricavarne una lettura politica e simbolica.</p>
<p>Non sono racconti “rose e fiori”. In queste testimonianze c’è il riconoscimento di ombre e limiti del femminismo, c’è la coscienza che tante speranze non sono state realizzate e che per le donne non tutto è risolto, anzi, i pericoli sono tuttora molto presenti. “Siamo sempre streghe, la guerra contro le donne non è affatto finita” mette in guardia Sandra Busatta raccontando un episodio recente, avvenuto l’8 marzo 2000 che rivela la misoginia che continua a esistere un po’ dovunque, sotto una ingannevole patina “politically correct”. Biancotto sottolinea le lotte del femminismo che hanno portato a conquiste importanti che però sono “ben poca cosa” rispetto a ciò che si era prefissato (vale a dire cambiare il mondo, cambiare la testa della gente). Daria Martelli riflette sul fatto che i bilanci esistenziali delle “ragazze di ieri” non risultano sempre positivi perché oggi le donne di quella generazione si ritrovano non raramente in “condizioni tipicamente femminili” (ad esempio costrette ancora a un lavoro di cura, in mancanza di servizi e strutture sociali adeguate, per assistere famigliari anziani e/o disabili senza che – ancora una volta – tale lavoro sia riconosciuto e aiutato) contro le quali avevano lottato ma con l’aggravante di una nuova consapevolezza esistenziale, di nuovi strumenti culturali e sociali, di nuove aspettative verso la vita che fa “acuire la loro insoddisfazione”.</p>
<p>Pure, in tutte le testimonianze, si respira la tranquilla fierezza di aver fatto parte del movimento delle donne. L’evento è ormai oggettivamente distante ma “ricordo con molto piacere quel tempo anche se sembra passato un secolo” scrive Lucia Basso. Quell’avventura personale e politica viene definita in modi differenti: secondo Biancotto è stata una “traversata verso il cammino dell’identificazione”; Flavia Busatta la ricorda come “una risata di gioia che ancora echeggia nella mia mente” mentre la sorella Sandra asserisce “non volevo più essere un uomo ma avere il potere di cui godevano i maschi” aggiungendo “sentivamo di poter aspirare alle stelle”; per Alisa Del Re, è stata una “presa di coscienza” che è partita “dal parlare dei propri figli e non di rivoluzione, del proprio corpo perché stanche che ne parlino gli altri” e Daria Martelli la echeggia come “esperienza straordinaria per intensità e tensione ideale…considero una fortuna averla fatta, mentre altre donne la perdevano”; Maurizia Rossella invece spiega che il femminismo le ha dato “senso di appartenenza, affetto per le amiche, forza di andarsene dal paese”.</p>
<p>L’esperienza attiva, vissuta in prima persona, nel movimento delle donne viene così serenamente rivendicata e testimoniata come lascito che prosegue, senza soluzione di continuità, nella vita di tutte, come vitalità individuale nient’affatto perduta ma che si nutre ancora dei frutti maturati al sole di quella stagione. “Il mio cammino nel femminismo continua” – afferma Lucia Basso sottolineando anche come “l’esperienza del femminismo mi ha consentito di essere ‘sentinella’ dei valori di cui le donne sono portatrici”; Giuliana Beltrame spiega che ora “abbiamo le parole per dirlo, ci vuole solo un po’ di fiducia in noi stesse” e che, nello stesso tempo “ora possiamo permetterci di giocare a tutto campo”; il ritrovarsi fra vecchie amiche femministe è per Biancotto “una gioia che sigla tappe nuove” mentre Del Re conferma che è proprio “la consapevolezza di oggi che mi rende fiera delle mie scelte di ieri”. E c’è anche la spiritosa e penetrante conclusione di Maurizia Rossella che, a chiusura della sua testimonianza, scrive “ho 50 anni, sono sana, bella e intelligente… e questo anche perché sono stata femminista e non ho mai smesso di esserlo”.<br />
Virginia Baradel</p>
<p>Dedicato a Carla Lonzi di Virginia Baradel</p>
<p>Virginia Baradel ha, negli anni, alternato l’insegnamento di storia dell’arte con attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea, di critica e di consulenza (in particolare, presso la Fondazione Scientifica Querini Stampalia di Venezia). Suoi contributi di studio e di critica sono presenti in cataloghi di mostre e riviste specializzate. Tra le più importanti mostre d’arte contemporanea da lei curate vanno ricordate: “Il premio Marzotto di pittura, 1953-1968”, Valdagno 1986, Padova 1988, catalogo Mondadori; la sezione “Passaggio ad oriente” della XLV° edizione della Biennale di Venezia, cat. Marsilio; la “Stanza del Traditore” nella mostra su “Arte e depressione” al Museo Correr, Venezia 1994, cat. Electa; “Giulio Paolini al Palazzo della Regione”, Padova 1995, cat.Fabbri; “Arazzi e artisti del ‘900”, Montegrotto Terme 1997, cat. Electa; “Fantapop” Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2000, cat. Della Fondazione. Collabora regolarmente alla rivista strorica di critica d’arte “Op.cit” Electa Napoli, e alla pagina della cultura delle testate: il mattino di Padova, la tribuna di Treviso, la nuova Venezia. Ha fatto parte di Lotta Femminista e del Comitato per il Salario al lavoro domestico. E’ stata, poi, e per tutta la sua durata, tra le animatrici del Centro per la Salute della Donna di Padova.</p>
<p>Lucia Basso</p>
<p>Nel 1974 quando ho incontrato il femminismo di Lucia Basso</p>
<p>Lucia Basso, nata a Santa Giustina in Colle (Pd) nel 1948, lavora come dietista ospedaliera. Sin dai primi anni settanta si occupa di ‘politiche femminili’: partecipa al movimento femminista padovano, dà vita al Gruppo Donne Ospedaliere presso l’Ospedale civile di Padova e si impegna nel sindacato, nell’associazionismo e nelle istituzioni. Nella CGIL ha ricoperto ruoli direttivi a livello aziendale, provinciale e nazionale della federazione della funzione pubblica; è stata segretaria della Camera del lavoro di Padova e responsabile del Coordinamento Donne. Attiva anche nel volontariato, ha fondato, alla fine degli anni ottanta, il “Telefono donna” e il “Centro Veneto Progetti Donna” del quale è stata presidente fino al 1999, ha fatto parte della commissione pari opportunità del Comune di Padova e della Regione Veneto. Per la vasta competenza maturata è chiamata, nell’ambito di importanti momenti formativi e di dibattito in tutta Italia, a illustrare l’esperienza padovana.</p>
<p>Giuliana Beltrame</p>
<p>Quando è cominciato il femminismo per me? di Giuliana Beltrame</p>
<p>Giuliana Beltrame, nata a Maniago in Friuli nel 1950 dopo la maturità classica si laureata in Sociologia a Trento nel 1973. Vive a Padova con il compagno, la figlia tredicenne, il gatto e il canarino. Insegna Diritto ed Economia alle superiori. Fa parte del Comitato scientifico dell’ “Osservatorio sulle trasformazioni in Veneto”. Continua a occuparsi, in vari ambiti, di problemi relativi alla differenza di genere, della scuola e più in generale del ruolo della formazione e, tempo permettendo, di cucina e giardinaggio. Negli anni settanta fece parte del Centro per la salute della donna e poi del Centro Donne e Salute, partecipando all’esperienza del primo (in Italia) consultorio femminista autogestito. Il suo impegno professionale ha attraversato ambiti diversi – dalla partecipazione alla prima ricerca sul lavoro a domicilio in Italia, nel 1973, per conto dell’ISVET, alle esercitazioni di Antropologia culturale alla Facoltà di Psicologia di Padova, curando un seminario sul rapporto tra donna e spazio abitativo, al corso di Metodologia della ricerca alla Scuola di Servizio Sociale di Venezia. Due anni fa ha coordinato per conto dei sindacati confederali e con il patrocinio del Comune di Padova, una ricerca su: I Giovani e il Lavoro.</p>
<p>Maria Luisa Biancotto</p>
<p>Come testimoniare? di Maria Luisa Biancotto</p>
<p>E’ nata a San Donà di Piave (Venezia), il 6/2/1953. Dopo gli studi classici, si è laureata in Lettere (110 e lode) all’Università di Padova, nel 1976, con una tesi interdisciplinare che indaga, attraverso l’analisi dei miti di Eva e Pandora, le radici culturali dell’oppressione della donna nella società patriarcale-occidentale. Ha partecipato, all’esperienza dei collettivi femministi negli anni ‘70. In seguito, ha approfondito gli studi di filosofia, letteratura, arte, cinema e teatro. S’è interessata anche alla psicanalisi e alla didattica. Vive e lavora a Padova.</p>
<p>E’ insegnante di lettere dal ’77 e pubblicista. Collabora con Il Mattino di Padova, Padova e il suo territorio, ma ha scritto anche per Arte Triveneta, Visualità, TU, Terza Pagina, Il paese delle donne, Grafemi, e altre pubblicazioni. Appassionata d’arte, ha curato mostre, presentazioni d’artisti, è autrice di saggi critici in cataloghi e recensioni. Ha lavorato alla regia di alcuni spettacoli teatrali per la scuola e della piece “Caterina, una strega del Cinquecento”, tratta dal libro “Le streghe” di Daria Martelli, per l’interpretazione di Lucia Schierano.</p>
<p>Flavia e Sandra Busatta</p>
<p>Kilroy è stato qui di Flavia Busatta</p>
<p>Amarcord femminista di Sandra Busatta</p>
<p>Flavia e Sandra Busatta, insegnanti, sono sorelle e vivono e lavorano a Padova. Nel 1972 insieme ad altre contribuiscono a creare il movimento femminista italiano. A Padova furono tra le fondatrici di Lotta Femminista e, successivamente, del Centro Femminista. In seguito all’esperienza femminista e ai contatti con il Black Power di Londra, il Sinn Fein irlandese e le organizzazioni degli Indiani del Nord America e dell’America Latina, le tematiche di casta e classe e l’interesse per i nazionalismi recenti hanno segnato tutta la loro opera. Nel 1978 scrivono Meglio Rosso che Morto e organizzano la prima conferenza con un nativo americano, Wallace Black Elk, esperienza che le porta a fondare 1’associazione SOCONAS INCOMINDIOS. Nel 1980 sono delegate per 1’Italia al I° Convegno Indio a Ollantaytambo (Peru) e al IV Tribunale Russell a Rotterdam. Hanno contribuito a organizzare mostre, convegni e corsi di aggiornamento per insegnanti sui nativi americani, gli ultimi dei quali sono Indiani di carta (Padova 1995) e Gli Indiani Hopi e un Freudiano (Padova 1997). Tra le loro opere più recenti si segnalano: Il respiro del sacro. Miti e riti della Sacra Pipa (Angolo Manzoni Ed. 1996). Nel 1994 hanno fondato la rivista “HAKO. Incontri con le culture magico-visionarie” di cui curano la redazione. Sandra Busatta ha scritto anche Cavallo Pazzo è morto (Senzapatria Ed. 1992), Il Giaguaro nel vulcano. Chiapas 1994 (Calusca 1994), Oro, catene e sangue. La schiavitù indiana nel Nordamerica (Angolo Manzoni Ed. 1996).</p>
<p>Alisa Del Re</p>
<p>Compagna femminista di Alisa Del Re</p>
<p>Alisa Del Re è docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova e all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi. Dal 1998 è responsabile della Scuola di Politica delle donne di Venezia. Partecipa a numerose ricerche internazionali ed europee sui temi delle politiche sociali e famigliari; della cittadinanza sociale e politica delle donne; delle pari opportunità e della democrazia di genere. Fa parte del gruppo femminista GIAD (Gruppo iniziativa autonoma donne) della Casa delle donne di Padova. Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo: con Franca Bimbi Genere e democrazia, Rosenberg &amp; Sellier 1997; Donne in politica, Franco Angeli 1999; A scuola di politica, Franco Angeli 2000. Negli anni settanta fece parte del Collettivo Donne e Asili.</p>
<p>Daria Martelli</p>
<p>Une jeune fille rangée di Daria Martelli</p>
<p>Daria Martelli, che vive a Padova, è laureata in Letteratura greca antica ed è stata assistente universitaria e docente di lettere in ruolo nelle scuole superiori. Negli anni settanta fondò il Centro di Documentazione della Donna di Padova. È socia fondatrice dell’Associazione Culturale “Moderata Fonte”. Ha collaborato al quotidiano Il Gazzettino e alle riviste culturali Effe, L’informatore librario, Il caffè delle lettere e delle arti, La tribuna letteraria, Contrappunto, Hystrio, Grafemi. È autrice di testi culturali per trasmissioni RAI.</p>
<p>È presente nella raccolta Aforismi URLati, a cura di Anna Antolisei, Torino, Editore Fogola 1998.</p>
<p>Chi perde la sua vita, romanzo, Roma 1982.</p>
<p>Il gioco dei tradimenti, racconti, prefaz. di Mario Lunetta, Roma 1986.</p>
<p>Moderata Fonte e Il merito delle donne, biografia e adattamento teatrale, prefaz. di Giovanni Calendoli, postfaz. di Bruno Rosada, Venezia, Centro Internazionale della Grafica 1993.</p>
<p>Le vite di Fabrizia, racconti, prefaz. di Mario Lunetta, Roma 1986.</p>
<p>Il riso della soubrette, romanzo, presentaz. di Gilberto Pizzamiglio, Firenze, Editori Loggia de’ Lanzi 2001.</p>
<p>“Une jeune fille rangée” in Le ragazze di ieri, a cura di Anna Maria Zanetti. Venezia, Marsilio Editori, 2000.</p>
<p>Opere teatrali:</p>
<p>Le streghe, prefaz. di Carlo Vallauri, Abano Terme, Ed. Piovan 1987; Il giardino veneziano; Fàrid; Equinozio; Tassista di notte; La gatta; Dodici marzo; Sull’autobus; L’identità.</p>
<p>Maurizia Rossella</p>
<p>Cosa è stato il femminismo per me? Cosa mi ha dato e cosa continua a darmi? di Maurizia Rossella</p>
<p>È nata a Schio (Vi) nel 1949. Nel ’74 si è trasferita a Padova e ora vive sui Colli Euganei. Scrive sulle pagine culturali dei quotidiani veneti del gruppo L’Espresso (“Il Mattino di Padova”, “La nuova Venezia”, “La Tribuna di Treviso”), occupandosi di poesia, letteratura e arte contemporanea. E’ direttore responsabile della rivista semestrale “Scorpione letterario”. Ha pubblicato quattro libri di poesia: “32 agosto (Marsilio, 1980), “Occhi di rosa” (Nuovo Rinascimento, 1995), “Sottomarini felici” (BooK, 1998), “Vita naturale” (Book, 2002). Ha collaborato al libro al libro di Anna Maria Zanetti “Le ragazze di ieri – immagini e testimonianze del femminismo veneto” (Marsilio, 2000). Ha scritto testi per spettacoli di teatro musicale, l’ultimo dei quali “Antenore, eroe e migrante” porta sulla scena la storia del mitico fondatore di Padova. Ha pubblicato il romanzo “Stellina e croce” (Cleup, 2007).</p>

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		<title>La Senatrice</title>
		<link>https://www.annamariazanetti.it/la-senatrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annamariazanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 08:00:39 +0000</pubDate>
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			<div class="titolo-pubblicazioni">
<h1 class="pubblicazioni">LA SENATRICE Lina Merlin,<br />
&#8220;un pensiero operante”</h1>
<h3 class="pubblicazioni">Marsilio Editore 2006</h3>
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			<h2>a cura diAnna Maria Zanetti</h2>
<p>In copertina:Lina Merlin nei primi anni settanta assieme a ragazze e ragazzi di Milano, all’uscita della Casa della Laureata.Scritti di:Monica Fioravanzo, Daniela Colombo, Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, Anna Maria Zanetti; con un’intervista a Elena Marinucci.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2017/11/cover_la_senatrice_lina_merlin_biografia.jpg" alt="La Senatrice Lina Merlin un pensiero operante" /><br />
La senatrice Lina Merlin, scomparsa nel 1979, è stata tra le figure politiche più note dell’Italia che usciva dalla guerra e si avvicinava al boom economico.Tuttavia, la sua opera quarantennale per l’avanzamento sociale e culturale del paese – in particolare delle donne e del Polesine – è stata sacrificata e limitata, dalla storia recente e dalla memoria comune, alla sola battaglia conclusasi nel 1958 con la chiusura delle “case” dove si esercitava la prostituzione regolamentata dallo stato.<br />
Gli scritti proposti portano l’attenzione sulla personalità complessiva della “Senatrice” per ripristinarne l’importanza nella storia nazionale.</p>
<p>Tenace oppositrice del fascismo, protagonista della costituente e dei successivi quindici anni di vita parlamentare, Lina Merlin impose, tra l’altro, all’articolo 3 della Costituzione le parole “senza distinzione di sesso” a proposito di uguaglianza tra donne e uomini: portò avanti, assieme ad altre deputate e senatrici, i provvedimenti per togliere dai documenti di identità il marchio “n.n.” che si dava ai figli illegittimi.Prima donna a parlare nel senato della Repubblica, fu socialista d’impeto risorgimentale e cristiana limpidamente laica.Riproporre Lina Merlin oggi, con i temi di giustizia sociale ed educazione alla democrazia di cui fu bandiera, con la tempra politica e passione civile che la  caratterizzarono, significa rappresentare la migliore tradizione alla quale si possono richiamare la storia e la politica italiane.</p>
<p>Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».</p>

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		<title>Indomite</title>
		<link>https://www.annamariazanetti.it/indomite/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 13:00:09 +0000</pubDate>
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<h1 class="pubblicazioni">INDOMITE</h1>
<h3 class="pubblicazioni">Marsilio Editore 2008</h3>
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			<h2>a cura di Anna Maria Zanetti e Luccia Danesin</h2>
<p>INDOMITEGiornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al NovecentoInterventi di:Paola Azzolini, Antonella Barina, Franca Cosmai, Macri Puricelli,Daniela Zamburlin, Anna Maria ZanettiPresentazione:28 febbraio 2013 – ore 17.00Sala “L. Paladin” &#8211; Comune di Padova</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/cover_indomite.jpg" alt="Indomite" /></p>
<p>Donne vissute nel passato remoto o prossimo ma straordinariamente moderne e vicine a noi per inquietudini e riflessioni.</p>
<p>Giornaliste (Elisabetta Caminer, Gualberta Beccari, Anna Maria Mozzoni), teologhe (la monaca forzata Arcangela Tarabotti, la giornalista cattolica Elisa Salerno), patriote per l’Unità d’Italia (Jessie White Mario, Caterina Bon Brenzoni, Maddalena Montalban e Leonilde Lonigo).</p>
<p>In condizioni storiche di cultura e potere che non le riconoscevano né persone né cittadine, furono fedeli a sé stesse, vivendo in pensiero e azione, con un originale e coraggioso punto di vista di libertà su un mondo che le escludeva. Ora abbiamo la possibilità e il privilegio di scoprirle e conoscerle.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/indomite_invito_presentazione_libro.jpg" alt="Indomite invito presentazione libro" /></p>
<p>Anna Maria Zanetti giornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».</p>
<p>Luccia Danesin,fotografa e poeta, vive a Padova. Autrice dei libri fotografici “Soglie” (Biblos 2003) e “GattiRitratti” (Elmar Libri 2011), e delle immagini sul movimento femminista contenute nel libro “Le ragazze di ieri” curato da Anna Maria Zanetti. E’ coautrice (sempre con Zanetti) del documentario “Lina Merlin. Una madre della Repubblica”, introduzione del Presidente Napolitano, ‘Premio Nazionale Paese delle donne 2008’. Sue le raccolte di poesie Un fard rosso arancio e Il cerchio dei respiri (Edizioni del Leone 1997 e 2001).</p>

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		<title>La Senatrice</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 13:00:27 +0000</pubDate>
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			<div class="titolo-pubblicazioni">
<h1 class="pubblicazioni">LA SENATRICE Lina Merlin,<br />
&#8220;un pensiero operante”</h1>
<h3 class="pubblicazioni">Marsilio Editore 2017</h3>
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			<h2>a cura diAnna Maria Zanetti e Luccia Danesin</h2>
<p>In occasione della proposta di porre un busto bronzeo della Senatrice Merlin, a Palazzo Madama sede del Senato della RepubblicaScritti:Daniela Colombo, Monica Fioravanzo, Anna Maria Zanetti.Interventi:Valeria Fedeli, Paola Lincetto, Pia Locatelli, Laura Puppato.Testimonianze:Giulio Andreotti, Franca Cuonzo, Elena Marinucci, Lidia Menapace, Giorgio Napolitano, Oscar Luigi Scalfaro, Giglia Tedesco, Sante Tugnolo.In copertina:Lina Merlin al tempo dell’elezione all’Assemblea costituente.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/cover_la_senatrice_lina_merlin.jpg" alt="La Senatrice Lina Merlin un pensiero operante" /></p>
<p>All’inizio del boom economico negli anni sessanta del Novecento in Italia c’era una donna politica nota a tutti come “la Senatrice”. Era Lina Merlin (1887-1979), autrice, in particolare, della legge n. 75 del 1958 che chiuse le “case di prostituzione” regolamentate dallo Stato.Un risultato storico che ha però sacrificato la complessità politica di quarant’anni di vita volta all’avanzamento sociale e culturale delle donne e dei più deboli.</p>
<p>Antifascista, appartenente alla Resistenza, Costituente, Merlin fece inserire «senza distinzione di sesso» nell’articolo 3 della Costituzione e fu coautrice di leggi epocali (a favore dei figli illegittimi e per vietare il licenziamento di donne incinte o in procinto di sposarsi). Prima donna a parlare in Senato, unica senatrice nella seconda legislatura, socialista, in conflitto con consorterie di potere e sistema partitico maschile.</p>
<p>Gli scritti, le testimonianze e gli interventi qui raccolti contribuiscono a ripristinarne l’importanza nella storia nazionale. La figura di Lina Merlin, con i temi di giustizia sociale ed educazione alla democrazia di cui fu bandiera, con la passione civile che la animò, rappresenta la migliore tradizione della storia e della politica italiane.</p>
<p>Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».</p>
<p>Luccia Danesin,fotografa e poeta, vive a Padova.Ha pubblicato i libri fotografici Soglie (Biblos 2003) e GattiRitratti© (Elmar Libri 2011) e le foto de Le ragazze di ieri (Marsilio 2000).Ha esposto in numerose città italiane ed estere.Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica e nel 2014 Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (Marsilio).Con Elmar Libri ha pubblicato nel 2014 A casa dell’artista (sue foto con testi di Alessandra Pucci) e nel 2015 atuttotavor©. Le raccolte poetiche Un fard rosso arancio e Il cerchio dei respiri sono del 1997 e del 2001 (Edizioni del Leone).</p>

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		<title>DVD Lina Merlin</title>
		<link>https://www.annamariazanetti.it/dvd-lina-merlin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annamariazanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Lina Merlin, una madre della Repubblica.” È il titolo del dvd, accompagnato da un intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pubblicato per il 120/o della nascita della senatrice socialista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div data-vc-full-width="true" data-vc-full-width-init="false" data-vc-stretch-content="true" data-vc-parallax="1" data-vc-parallax-image="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/testata_dvd-lina-merlin.jpg" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_row-has-fill vc_general vc_parallax vc_parallax-content-moving"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="titolo-pubblicazioni">
<h1 class="pubblicazioni">LINA MERLIN</h1>
<h2 class="pubblicazioni">UNA MADRE DELLA REPUBBLICA</h2>
<h3 class="pubblicazioni">2008<br />
Presentazione del documentario</h3>
</div>

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	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Curato da: Anna Maria Zanetti e Luccia DanesinRegia di Roberto Lippi</h2>
<p>(ANSA)- VENEZIA, 25 GIU“Lina Merlin, una madre della Repubblica.”È il titolo del dvd, accompagnato da un intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pubblicato per il 120/o della nascita della senatrice socialista.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.annamariazanetti.it/wp-content/uploads/2022/06/cover_dvd_lina-merlin.jpg" alt="DVD Lina Merlin La Senatrice" /></p>
<p>“Prima donna a parlare al Senato della neonata Repubblica – ha scritto Napolitano – Lina Merlin non ha mai cessato di operare per i diritti di chi non aveva diritti, per i gruppi svantaggiati della popolazione”.Il dvd, curato da Anna Maria Zanetti e Luccia Danesin, regia di Roberto Lippi, e’ promosso dal Comitato per le manifestazioni in onore della senatrice veneta, che comprende una ventina di enti pubblici e privati, tra cui la Regione del Veneto.</p>
<p>Il documentario ne ricostruisce un ritratto a tutto tondo, attraverso le testimonianze inedite di Oscar Luigi Scalfaro, Giulio Andreotti, Giglia Tedesco, Lidia Menapace, Luigi Gui, Elena Marinucci.</p>
<p>“A Lina Merlin, come parlamentare, era ben chiara l’idea che i valori pubblici per divenire operanti debbano essere incardinati in leggi dello Stato”, rileva ancora Napolitano che ricorda che “alla sua incisiva partecipazione ai valori della Costituente si deve l’inclusione del principio di parita’ tra i sessi”.Si deve a Merlin, ha ricordato Zanetti, la frase “senza distinzione di sesso” nell’art.3 sull’uguaglianza dei cittadini.(ANSA).</p>
<p>Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».</p>

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