Prefazione a cura di: Lietta Tornabuoni

Il decennio degli anni settanta fu segnato dalle donne che, per la pima volta, incominciarono a parlare al mondo e soprattutto a se stesse: dirsi ciò che volevano e ciò che non volevano più, mettendo in discussione il posto loro assegnato nella famiglia e nella società, impostando una critica profonda alla politica e alle istituzioni, riflettendo in modo completamente nuovo sui ruoli sessuali, sul rapporto uomo-donna, sulla libertà femminile.
Dunque un periodo che conobbe non solo terrorismo e violenza – come sembrerebbe da alcune rievocazioni – ma anche la venuta alla storia di un nuovo soggetto politico e sociale. Il libro fondandosi sui documenti, per la maggior parte inediti, raccolti in quegli anni dal Centro di Documentazione della Donna di Padova, racconta le vicende e le idee dei principali gruppi femministi del Veneto.
Gruppi che nel movimento italiano delle donne si distinsero per l’incisività dell’azione e per l’originalità della teoria.Per esempio, furono protagonisti dei primi processi “politici” ed elaborarono un’analisi, per alcuni aspetti ancora insuperata, del lavoro domestico e della sua importanza economica e sociale.A più di vent’anni da quel periodo, turbinoso e appassionato, il libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della memoria storica femminile, una memoria da tramandare alle giovani e ai giovani d’oggi, perchè abbiano consapevolezza della loro eredità culturale.Leggendolo ci si accorgerà che le parole delle ragazze di ieri, filtrate dalle passioni del tempo, spesso rappresentano non il passato ma il presente e, in taluni casi, il futuro.Il presente, per le indicazioni che forniscono al dibattito sulla riforma dello Stato sociale. Il futuro per il messaggio di vera libertà che trasmettono.
Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».
Prefazione Lietta TornabuoniNata a Pisa il 24 marzo 1931 da un\’antica famiglia aristocratica, figlia di un militare, iniziò la carriera giornalistica nel 1949, a 18 anni, presso il settimanale Noi Donne. Tra il 1954 e il 1957 fu inviata del settimanale della Cgil Il Lavoro diretto da Gianni Toti. Nel 1956 collaborò con Novella ed in seguito con L\’Espresso, L\’Europeo, La Stampa e il Corriere della Sera (dal 1975 al 1978). Oltre che cronista e critica cinematografica, pubblicò libri su cinema e televisione. Si legò in particolare a Torino, come inviata del quotidiano torinese La Stampa, il Torino Film Festival e le numerose iniziative del Museo nazionale del Cinema e le principali attività cinematografiche della città. Sorella del pittore Lorenzo Tornabuoni.Morì l\’11 gennaio 2011, a 79 anni
Cliccando sulle immagini sottostanti è possibile leggere Premessa e Conclusione
Prefazione a cura di:
Lietta Tornabuoni

Il decennio degli anni settanta fu segnato dalle donne che, per la pima volta, incominciarono a parlare al mondo e soprattutto a se stesse: dirsi ciò che volevano e ciò che non volevano più, mettendo in discussione il posto loro assegnato nella famiglia e nella società, impostando una critica profonda alla politica e alle istituzioni, riflettendo in modo completamente nuovo sui ruoli sessuali, sul rapporto uomo-donna, sulla libertà femminile.
Dunque un periodo che conobbe non solo terrorismo e violenza - come sembrerebbe da alcune rievocazioni - ma anche la venuta alla storia di un nuovo soggetto politico e sociale. Il libro fondandosi sui documenti, per la maggior parte inediti, raccolti in quegli anni dal Centro di Documentazione della Donna di Padova, racconta le vicende e le idee dei principali gruppi femministi del Veneto.
Gruppi che nel movimento italiano delle donne si distinsero per l’incisività dell’azione e per l’originalità della teoria.
Per esempio, furono protagonisti dei primi processi “politici” ed elaborarono un’analisi, per alcuni aspetti ancora insuperata, del lavoro domestico e della sua importanza economica e sociale.
A più di vent’anni da quel periodo, turbinoso e appassionato, il libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della memoria storica femminile, una memoria da tramandare alle giovani e ai giovani d’oggi, perchè abbiano consapevolezza della loro eredità culturale.
Leggendolo ci si accorgerà che le parole delle ragazze di ieri, filtrate dalle passioni del tempo, spesso rappresentano non il passato ma il presente e, in taluni casi, il futuro.
Il presente, per le indicazioni che forniscono al dibattito sulla riforma dello Stato sociale. Il futuro per il messaggio di vera libertà che trasmettono.
Prefazione
Lietta Tornabuoni
Nata a Pisa il 24 marzo 1931 da un'antica famiglia aristocratica, figlia di un militare, iniziò la carriera giornalistica nel 1949, a 18 anni, presso il settimanale Noi Donne. Tra il 1954 e il 1957 fu inviata del settimanale della Cgil Il Lavoro diretto da Gianni Toti. Nel 1956 collaborò con Novella ed in seguito con L'Espresso, L'Europeo, La Stampa e il Corriere della Sera (dal 1975 al 1978). Oltre che cronista e critica cinematografica, pubblicò libri su cinema e televisione. Si legò in particolare a Torino, come inviata del quotidiano torinese La Stampa, il Torino Film Festival e le numerose iniziative del Museo nazionale del Cinema e le principali attività cinematografiche della città. Sorella del pittore Lorenzo Tornabuoni.
Morì l'11 gennaio 2011, a 79 anni
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