In copertina:Lina Merlin nei primi anni settanta assieme a ragazze e ragazzi di Milano, all’uscita della Casa della Laureata.Scritti di:Monica Fioravanzo, Daniela Colombo, Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, Anna Maria Zanetti; con un’intervista a Elena Marinucci.

La senatrice Lina Merlin, scomparsa nel 1979, è stata tra le figure politiche più note dell’Italia che usciva dalla guerra e si avvicinava al boom economico.Tuttavia, la sua opera quarantennale per l’avanzamento sociale e culturale del paese – in particolare delle donne e del Polesine – è stata sacrificata e limitata, dalla storia recente e dalla memoria comune, alla sola battaglia conclusasi nel 1958 con la chiusura delle “case” dove si esercitava la prostituzione regolamentata dallo stato.
Gli scritti proposti portano l’attenzione sulla personalità complessiva della “Senatrice” per ripristinarne l’importanza nella storia nazionale.
Tenace oppositrice del fascismo, protagonista della costituente e dei successivi quindici anni di vita parlamentare, Lina Merlin impose, tra l’altro, all’articolo 3 della Costituzione le parole “senza distinzione di sesso” a proposito di uguaglianza tra donne e uomini: portò avanti, assieme ad altre deputate e senatrici, i provvedimenti per togliere dai documenti di identità il marchio “n.n.” che si dava ai figli illegittimi.Prima donna a parlare nel senato della Repubblica, fu socialista d’impeto risorgimentale e cristiana limpidamente laica.Riproporre Lina Merlin oggi, con i temi di giustizia sociale ed educazione alla democrazia di cui fu bandiera, con la tempra politica e passione civile che la caratterizzarono, significa rappresentare la migliore tradizione alla quale si possono richiamare la storia e la politica italiane.
Anna Maria Zanettigiornalista e saggista, vive a Padova.Ha pubblicato con Marsilio Una ferma utopia sta per fiorire (1998) e Le ragazze di ieri (2000) sul movimento femminista nel Veneto; La Senatrice. Lina Merlin, un «pensiero operante» (2006); Indomite. Giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento (2014). Nel 2008 ha curato il DVD Lina Merlin, la Senatrice. Una madre della Repubblica. È portavoce e curatrice scientifica del Comitato nazionale «Lina Merlin».
In copertina:
Lina Merlin nei primi anni settanta assieme a ragazze e ragazzi di Milano, all’uscita della Casa della Laureata.
Scritti di:
Monica Fioravanzo, Daniela Colombo, Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, Anna Maria Zanetti; con un’intervista a Elena Marinucci.

La senatrice Lina Merlin, scomparsa nel 1979, è stata tra le figure politiche più note dell’Italia che usciva dalla guerra e si avvicinava al boom economico.
Tuttavia, la sua opera quarantennale per l’avanzamento sociale e culturale del paese – in particolare delle donne e del Polesine – è stata sacrificata e limitata, dalla storia recente e dalla memoria comune, alla sola battaglia conclusasi nel 1958 con la chiusura delle “case” dove si esercitava la prostituzione regolamentata dallo stato.
Gli scritti proposti portano l’attenzione sulla personalità complessiva della “Senatrice” per ripristinarne l’importanza nella storia nazionale.
Tenace oppositrice del fascismo, protagonista della costituente e dei successivi quindici anni di vita parlamentare, Lina Merlin impose, tra l’altro, all’articolo 3 della Costituzione le parole “senza distinzione di sesso” a proposito di uguaglianza tra donne e uomini: portò avanti, assieme ad altre deputate e senatrici, i provvedimenti per togliere dai documenti di identità il marchio “n.n.” che si dava ai figli illegittimi.
Prima donna a parlare nel senato della Repubblica, fu socialista d’impeto risorgimentale e cristiana limpidamente laica.
Riproporre Lina Merlin oggi, con i temi di giustizia sociale ed educazione alla democrazia di cui fu bandiera, con la tempra politica e passione civile che la caratterizzarono, significa rappresentare la migliore tradizione alla quale si possono richiamare la storia e la politica italiane.
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